Il Canavese

L’enoteca

L’enoteca

Il Canavese: crocevia di storia, paesaggi e grandi vini

Crocevia strategico di primaria importanza tra il Piemonte e i Paesi d’oltralpe, il Canavese è da sempre un territorio di passaggio, di incontri e di permanenze, segnato nel tempo dalla presenza di popoli e tribù e spesso al centro di contese. La sua posizione, vero corridoio naturale tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, ne ha fatto un’area di grande rilevanza storica e culturale.

Questo territorio offre una straordinaria varietà di ambienti naturali: dalla pianura alle Alpi, passando per colline moreniche, piccoli valloni e specchi d’acqua, tutti caratterizzati da microclimi favorevoli alla viticoltura fin dall’epoca romana. Dalla Serra al Gran Paradiso, da Chivasso verso la Valle d’Aosta, i vigneti sono parte integrante del paesaggio, punteggiato da numerosi castelli che testimoniano il passato feudale e la lunga storia locale.

La coltivazione della vite ai piedi delle Alpi richiede cure attente e costanti e racconta un legame profondo con la terra, frutto di passione e dedizione tramandate nei secoli. Da questo impegno nascono vitigni di grande pregio come l’Erbaluce e il Nebbiolo, che dal 1967 sono alla base delle Denominazioni di Origine Controllata Erbaluce di Caluso (o Caluso), la cui area produttiva si estende anche ad alcuni comuni delle province di Biella e Vercelli, e Carema, dal nome dell’omonimo comune. Nel 2010 l’Erbaluce di Caluso ha ottenuto il riconoscimento della DOCG, consacrandone il valore.

Dall’uva bianca Erbaluce, il cui nome sembra derivare dalla leggendaria ninfa Albaluce, si ottengono tre diverse tipologie di vino – Erbaluce di Caluso, Spumante e Passito – a testimonianza della straordinaria versatilità e del potenziale enologico di questo vitigno.

Canavese, tra Alpi, vitigni nobili e tradizione enologica

Dal Nebbiolo, la più nobile uva a bacca rossa piemontese, così chiamata forse per la vendemmia tardiva che avviene quando le prime nebbie avvolgono i vigneti, nasce invece il raro e affascinante Carema. Prodotto ai confini con la Valle d’Aosta, questo vino è frutto di vigneti terrazzati, sostenuti da caratteristici muretti a secco (tupiun) e pilastri in pietra che, oltre a catturare e rilasciare il calore del sole, rappresentano un prezioso patrimonio architettonico e una testimonianza concreta della fatica e dell’ingegno necessari per coltivare una terra aspra e impegnativa.

Il Carema condivide il ruolo di fiore all’occhiello della vitivinicoltura locale con il Caluso Passito, ottenuto da uve lasciate appassire nei solai (sulè) per diversi mesi prima della pigiatura, concentrando aromi e profumi che si esprimono con grande intensità nel calice.

Dal 1996, inoltre, Erbaluce, Nebbiolo, ma anche Barbera, Bonarda, Freisa, Neretto di San Giorgio e altri vitigni locali concorrono alla Denominazione di Origine Canavese, che, come nel caso della DOCG Caluso, si estende parzialmente anche alle vicine province di Biella e Vercelli.

A completare e arricchire la tavolozza enologica canavesana contribuiscono la ricchezza delle materie prime del territorio, la rinomata tradizione pasticcera – dai torcetti ai nocciolini, dai biscotti della duchessa ai canestrelli e alle paste di meliga – e una profonda cultura dell’ospitalità, che esalta e integra l’identità vitivinicola locale.

Inviaci un messaggio